

Equiseto o Coda Cavallina
informazioni botaniche e scientifiche
- Informazioni botaniche
- Habitat
- Componenti Principali
- Droga
- Tempo Balsamico
ModalitĂ d'uso e controindicazioni
- ProprietĂ
- Impieghi Terapeutici
- Come si usa
- Controindicazioni
usi popolari, miti e meditazione
- Storia miti e tradizioni
- Corrispondenza Astrologica
- Verba et Herba
- Meditazione Associata

Equiseto o Coda Cavallina
Informazioni botaniche e scientifiche
Nome comune:
Nome Scientifico:
Famiglia:
Nomi popolari
Nomi Stranieri:
- (Eng) Horsetail
- (Fra) Prȇle des champs
- (Ger) Acker-Schachtelhalm
- (Esp) Equiseto menor
Descrizione Botanica
Pianta vivace che sviluppa due tipologie di fusti. I fusti verdi e sterili, alti fino a 50 cm, sono solcati verticalmente e ornati da rami disposti a raggiera; non producono né semi né fiori. La moltiplicazione avviene attraverso fusti fertili separati, più bassi (circa 20 cm) e di colore grigio-brunastro, che spuntano in primavera alla base della pianta. Questi portano in cima una struttura conica che libera le spore riproduttive. Completato il ciclo riproduttivo, il cono appassisce e i fusti fertili assumono gradualmente l'aspetto di quelli verdi.
L’Equisetum arvense discende da una pianta primordiale che nel periodo paleozoico, circa 400 milioni di anni fa,
formava foreste sul nostro pianeta.
Habitat
Molto diffusa nel nord Italia fino a 2000 metri. Cresce in ambienti umidi, a ridosso di fossati, scarpate ferroviarie, fiumi e ruscelli.
Componenti principali
- Grandi quantitĂ di acido silicico e acidi inorganici (carbonato di calcio, solfato e cloruro di potassio, fosfati di ferro, calcio e manganese)
- Flavonoidi (es. quercitina e glicosidi del kempferolo)
- soponeside equisetonins
- Steroli
- Acidi fenoli e acido ascorbico (vitamina C)
- Alcaloidi in tracce (nicotina)
Droga ( Parte utilizzata )
Parti aeree sterili (verdi)

Tempo Balsamico
Aprile-maggio e per tutta l'estate.
Equiseto o Coda Cavallina
ModalitĂ d'uso e controindicazioni

ProprietĂ
Le principali proprietà benefiche dell'Equiseto sono:
- Diuretico
- Remineralizzante del tessuto osseo (polvere come tale), nell'osteoporosi con polvere Ortica.
- Diuretico volumetrico (Tintura madre è acquaretica, no diuretica cioè aumenta la diuresi eliminando acqua libera, senza provocare una significativa perdita di elettroliti (come sodio e cloro)
- Emostatica (attivitĂ nel sistema di coaugolazione)
- Cicatrizzante (stimolazione del tessuto connettivo)
- Elasticizzante (per uso esterno)
impieghi terapeutici
USO INTERNO: pianta impiegata come diuretico nelle infiammazioni della pelvi renale e bateriurie, in edemi posttraumatici e statici, nel trattamento di gotta, artrosi, emoraggie, aterosclerosi, ipertensione. Utile inoltre in caso di obesità e sovrappeso; demineralizzazione e osteoporosi, ritenzione idrica, cellulite. Si può usare per favorire il consolidamento di fratture, la formazione del callo osseo.
USO ESTERNO: coadiuvante nelle ferite a lenta cicatrizzazione
Come si usa
USO INTERNO:
Decotto di Equiseto: 2 da tavola in mezzo litro d’acqua fredda. Successivamente portare ad ebollizione e lasciare bollire per circa 30 minuti. Spegnere il fuoco e lasciare a riposo per altri 10 minuti. Aggiungere qualche goccia di limone. Filtrare, eventualmente dolcificare e bere nel corso della giornata.
Polvere finissima: preparata dalla macinatura delicata dei fusti verdi essiccati. L'utilizzo suggerito prevede 2 g al giorno, facilmente integrabili nella routine quotidiana sciogliendola in bevande preferite, mescolandola a yogurt o combinandola al sale da tavola. Costituisce la scelta ideale per contribuire al benessere naturale di capelli, unghie e struttura ossea. Nell'osteoporosi ha sinergia di potenziamento quando combinata alla polvere di ortica.
Tintura Madre di Equiseto (Soluzione Idroalcolica): 60 gocce, sciolte in un bicchiere d’acqua, 2 volte al giorno dopo i pasti.
Controindicazioni
Ai dosaggi consigliati, la letteratura scientifica non riporta effetti indesiderati o fenomeni di tossicità , salvo casi di ipersensibilità individuale alla specie vegetale. Si sconsiglia l'uso concomitante con terapie diuretiche per evitare un potenziamento reciproco dell'effetto. In presenza di intolleranza alla nicotina, è opportuno prestare attenzione poiché la pianta contiene tracce di questo alcaloide, potenzialmente responsabili di reazioni cutanee o manifestazioni allergiche.
IMPORTANTE: è fondamentale non confondere l'Equisetum arvense con l'Equisetum palustre (equiseto palustre), specie morfologicamente simile ma altamente tossica. Quest'ultima contiene palustrina, un alcaloide neurotossico che agisce sul sistema nervoso e muscolare, potenzialmente pericoloso per l'uomo e gli animali. Si raccomanda l'acquisto presso fornitori qualificati per garantire la corretta identificazione botanica.
Equiseto o Coda Cavallina
Usi popolari, miti
e leggende
Storia, miti e tradizioni
Etimologia e Nome Popolare: il nome "Equisetum" deriva dal latino "equisaeta", che significa coda (saeta) di cavallo (equi), proprio per la forma caratteristica dei suoi fusti ramificati che ricordano una coda equina.
Questo spiega anche il nome popolare "coda cavallina" diffuso in tutta Europa.
Pianta Preistorica - Un Fossile Vivente. L'equiseto è considerato un fossile vivente, essendo una delle piante che durante i secoli non ha subito trasformazioni significative ed è giunta fino a noi così com'era millenni fa. Si pensa che sia comparsa circa 300 milioni di anni fa, con resti fossili che indicano diffusione già alla fine
del Devoniano (395-345 milioni di anni fa).
Usi nell'Antica Roma: i romani cucinavano e si alimentavano dei getti giovani della pianta e polverizzavano la pianta adulta utilizzandola per lucidare legno e metalli. Le virtĂą comunemente riconosciute erano principalmente diuretiche e cicatrizzanti. Gli antichi romani utilizzavano l'equiseto come sostituto del sapone, grazie al suo contenuto di acido silicico.
Nella Storia della Medicina: dobbiamo a Dioscoride Pedanio (40-90 d.C.), medico, botanico e farmacista greco che esercitò a Roma ai tempi dell'imperatore Nerone, una delle prime descrizioni dettagliate di queste piante. Era utilizzato in passato da Greci, Romani e Cinesi; l'antica medicina ayurvedica lo evocava giĂ
all'epoca per la cura di disturbi dell'apparato urinario.
Usi Pratici Storici: il suo contenuto di silice spiega perché, storicamente, la pianta veniva utilizzata come spugnetta abrasiva naturale per la pulizia di metalli e utensili, tanto che veniva chiamata anche "rasparella"
proprio per questa caratteristica abrasiva.


Corrispondenza astrologica-planetaria
Nella Dottrina delle Segnature l’Equiseto è una pianta associata a Saturno che governa il segno del Capricorno. Saturno simbolicamente rappresenta il pianeta della contrazione, necessaria alla vita, della coagulazione e della mineralizzazione.
Perché Saturno? La corrispondenza tra equiseto e Saturno è basata su diverse caratteristiche. Con la sua linea austera, la sua consistenza rigida e vetrosa, la forma contratta ed essenziale delle sue foglie, l'equiseto è una delle migliori manifestazioni dell'energia saturnina. La forma della pianta ricorda una colonna vertebrale, collegandosi così al dominio di Saturno sullo scheletro. Saturno inoltre governa lo scheletro, i denti, le cartilagini e le articolazioni. Le piante saturnine sono quelle che agiscono sul sistema osteoarticolare ad attività remineralizzante, come l'equiseto. Le proprietà remineralizzanti dell'equiseto, grazie al suo alto contenuto di silicio, rispecchiano perfettamente l'energia saturnina di mineralizzazione. Infine, Saturno rappresenta il principio di concentrazione, conservazione, isolamento, distacco, solitudine e introversione. Il suo elemento è la terra. Sue caratteristiche sono freddezza, lentezza, pesantezza e austerità .
Verba et herba
Ogni pianta (herba) agisce a livello fisico ma anche su un piano sottile, vibrazionale. Da questo punto di vista, per esaltare il positivo flusso armonico generato dall’assunzione della parte vegetale, in forma di rimedio, si può valutare di ripetere a voce alta o silenziosamente una frase di potenziamento o un mantra (verba) che rendono il nostro sistema più ricettivo ad accogliere le benefiche proprietà della pianta. La somministrazione diventa così non solo un rito del benessere, ma anche uno spazio di auto osservazione e rilascio emotivo.
Verba per l’Elicriso: “Come l'equiseto resiste da milioni di anni, così le mie ossa si rafforzano, le mie vie urinarie si purificano. Laforza di Saturno mi ancora e mi sostiene. La mia struttura è salda e resiliente."
COME UTILIZZARE LE FRASI DI POTERE? Pronuncia la frase mentalmente o a voce bassa mentre assumi l'equiseto. Respira profondamente tre volte prima e dopo. Visualizza una luce dorata (colore di Saturno) che avvolge il preparato.
Meditazione associata alla pianta
KRIYA DELLA LONGEVITĂ€
Dalla tradizione del Kundalini Yoga
POSIZIONE BASE
Siediti in posizione facile (gambe incrociate) con la colonna vertebrale dritta. Braccio destro sollevato a 60
gradi davanti a te, braccio sinistro a 60 gradi dietro di te puntando verso il basso. I due bracci formano una linea retta a 60 gradi. Gomiti distesi. Occhi chiusi focalizzati al centro del mento (Centro Lunare).
PRIMA FASE - 3 MINUTI
Mudra: Dito di Giove (indice) esteso, pollice blocca le altre dita. Palmo della mano destra rivolto verso il basso, palmo della mano sinistra rivolto verso l'alto. Respira lentamente e profondamente. Lascia che il corpo attraversi i suoi cambiamenti.
SECONDA FASE - 3 MINUTI
Mantieni la stessa posizione dei bracci. Mudra: Estendi il dito di Mercurio (mignolo) insieme al dito di Giove (indice). Blocca le altre dita con il pollice. Distendi le braccia completamente. Focus al centro del mento. Respira lentamente e profondamente.
TERZA FASE - 3 MINUTI
Mantieni la posizione dei bracci. Mudra: Estendi tutte le dita. Contrai tutti i muscoli del corpo e distendi le braccia. Gli occhi rimangono focalizzati al centro del mento. Continua a respirare lentamente e profondamente. Questa fase eliminerĂ qualsiasi malattia nel corpo. Alla fine: inspira, trattieni il respiro per 10 secondi, distendi e contrai tutti i muscoli del corpo. Espira e ripeti questa sequenza altre due volte. Rilassati.
BENEFICI
Nella mappa degli insegnamenti del Kundalini Yoga si tramanda che se pratichi questo kriya per 40 giorni consecutivi puoi ricostruire la struttura molecolare del corpo.
IMPORTANTE Questa meditazione non deve essere praticata
per piĂą di 9 minuti in totale. Rispettare rigorosamente i tempi indicati.


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